Ministranti Immacolata

Papa Francesco


Il Papa ai ministranti: Dio vuole persone libere. Non usate male la vostra libertà

In un clima di festa oltre 50 mila ministranti di lingua tedesca hanno incontrato nel pomeriggio Papa Francesco in piazza San Pietro. Dopo la celebrazione dei Vespri e il saluto al Santo Padre da parte del Presidente della Conferenza episcopale tedesca, il Pontefice ha risposto alle domande di alcuni giovani chierichetti. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

“Liberi! Perché è lecito fare del bene”. Il motto del pellegrinaggio a Roma dei ministranti tedeschi è risuonato nella celebrazione dei Vespri. Durante l’omelia, pronunciata in tedesco, Papa Francesco ha detto che il Signore vuole persone libere. “Dio ci dimostra che Lui è il Padre buono”. E lo fa attraverso l’incarnazione del suo Figlio. Attraverso Gesù “possiamo capire ciò che Dio veramente intende”:

“Egli vuole persone umane libere, perché si sentono sempre protette come figli di un buon Padre. Per realizzare questo disegno, Dio ha bisogno soltanto di una persona umana. Ha bisogno di una donna, una madre, che metta al mondo il Figlio. Lei è la Vergine Maria, che onoriamo con questa celebrazione vespertina. Maria fu totalmente libera. Nella sua libertà ha detto di sì. Lei ha fatto il bene per sempre. Così ha servito Dio e gli uomini. Imitiamo il suo esempio, se vogliamo sapere ciò che Dio si aspetta da noi suoi figli”.

Dopo l’omelia il Santo Padre ha risposto ad alcune domande. Come possono i giovani – ha chiesto un ministrante - essere più protagonisti nella vita della Chiesa? Il Papa ha risposto ricordando che il “mondo ha bisogno di persone che testimonino agli altri che Dio ci ama”. Non basta “mettersi al servizio del bene comune offrendo cose necessarie per l’esistenza”, come il cibo, i vestiti, le cure mediche, l’istruzione, l’informazione e la giustizia:

“Noi discepoli del Signore abbiamo una missione in più: quella di essere “canali” che trasmettono l’amore di Gesù. E in questa missione voi, ragazzi e giovani, avete un ruolo particolare: siete chiamati a parlare di Gesù ai vostri coetanei, non solo all’interno della comunità parrocchiale o della vostra associazione, ma soprattutto al di fuori. Questo è un impegno riservato specialmente a voi, perché con il vostro coraggio, il vostro entusiasmo, la spontaneità e la facilità all’incontro potete arrivare più facilmente alla mente e al cuore di quanti si sono allontanati dal Signore”.

“Tanti ragazzi e giovani della vostra età – ha aggiunto il Papa - hanno un immenso bisogno di qualcuno che con la propria vita dica loro che Gesù ci conosce, ci ama, ci perdona, condivide con noi le nostre difficoltà e ci sostiene con la sua grazia”:

“Ma per parlare agli altri di Gesù bisogna conoscerlo e amarlo, fare esperienza di Lui nella preghiera, nell’ascolto della sua parola. In questo voi siete facilitati dal vostro servizio liturgico, che vi permette di stare vicino a Gesù Parola e Pane di vita. Vi do un consiglio: il Vangelo che ascoltate nella liturgia, rileggetelo personalmente, in silenzio, e applicatelo alla vostra vita; e con l’amore di Cristo, ricevuto nella santa Comunione, potrete metterlo in pratica. Il Signore chiama ognuno di voi a lavorare nel suo campo; vi chiama ad essere gioiosi protagonisti della sua Chiesa, pronti a comunicare ai vostri amici ciò che Lui vi ha comunicato, specialmente la sua”.

Un altro ministrante ha chiesto come sia possibile conciliare varie attività, tra cui quella sportiva o la passione ad esempio per la musica, con l’impegno di ministrante. Il Santo Padre ha detto che bisogna saper pianificare, capire cosa realmente è importante e ricordarsi del Signore:

“Bisogna un po’ organizzarsi, programmare in modo equilibrato le cose… ma voi siete tedeschi, e questo vi viene bene! La nostra vita è fatta di tempo e il tempo è dono di Dio, pertanto occorre impegnarlo in azioni buone e fruttuose. Forse tanti ragazzi e giovani perdono troppe ore in cose futili: il chattare in internet o con i telefonini, le “telenovele”, i prodotti del progresso tecnologico, che dovrebbero semplificare e migliorare la qualità della vita, e talvolta distolgono l’attenzione da quello che è realmente importante”.

Oltre ad evitare di perdere del tempo in cose futili, non si deve trascurare il Signore:

“Tra le tante cose da fare nella routine quotidiana, una delle priorità dovrebbe essere quella di ricordarsi del nostro Creatore che ci consente di vivere, che ci ama, che ci accompagna nel nostro cammino”.

Come sperimentare – ha chiesto infine un terzo ministrante - che la fede significa libertà? Da Dio – ha risposto il Pontefice – abbiamo ricevuto il grande dono della libertà:

“Se non è esercitata bene però, la libertà ci può condurre lontani da Dio, può farci perdere la dignità di cui Lui ci ha rivestiti. Per questo sono necessari degli orientamenti, delle indicazioni e anche delle regole, tanto nella società quanto nella Chiesa, per aiutarci a fare la volontà di Dio, vivendo così secondo la nostra dignità di uomini e di figli di Dio. Quando non è plasmata dal Vangelo, la libertà può trasformarsi in schiavitù: la schiavitù del peccato”.

Ricordando che “i nostri progenitori, Adamo ed Eva, allontanandosi dalla volontà divina sono caduti nel peccato, cioè nel cattivo uso della libertà”, Papa Francesco ha aggiunto:

“Cari ragazzi e ragazze, non usate male la vostra libertà! Non sciupate la grande dignità di figli di Dio che vi è stata donata! Se seguirete Gesù e il suo Vangelo, la vostra libertà sboccerà come una pianta in fiore, e porterà frutti buoni e abbondanti! Troverete la gioia autentica, perché Lui ci vuole uomini e donne pienamente felici e realizzati. Solo aderendo alla volontà di Dio possiamo compiere il bene ed essere luce del mondo e sale della terra”.

(Tratto dall'archivio della Radio Vaticana)


 

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